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Archivio per la categoria ‘Me stesso’

Tribute to MJ, the King of Pop

8 luglio 2009 ginex101 Nessun commento

La scena d'effetto per il finale del Tributo a Michael Jackson (dallo speciale di Italia 1)

La scena d'effetto per il finale del Tributo a Michael Jackson (dallo speciale di Italia1)

Un palco vuoto, l’occhio di bue sul microfono al centro, la musica in background che è già partita. Manca solo il cantante. Michael, dove sei? “Ma sono qui, non mi vedi?!”, sembra dirci nella foto proiettata sullo sfondo, ripetendo quasi lo scherzo che faceva nel videoclip di Liberian girl, dal quale quella foto proviene. Questa volta però manca proprio lui, ma solo fisicamente; perché lo spirito, la musica e gli ideali che hanno mosso Michael a diventare una “Leggenda Americana” – come l’onorificenza che gli è stata consegnata dal Congresso degli USA nel corso dell’evento – partendo dalle periferie dell’Indiana sono stati sempre presenti per tutto l’arco della celebrazione.

Un tributo veramente speciale, che mi ha fatto sinceramente piangere più volte: lo so che io sono un tipo che si emoziona facilmente, ma onestamente non pensavo di emozionarmi così tanto. Merito della potenza espressiva della Black Music targata Stevie Wonder, Lionel Richie, Mariah Carey, Usher e tanti altri, alternata al gospel (come il canto d’inizio “We are going to see the king”); ma soprattutto merito delle belle parole delle molte persone intervenute, provenienti dai più svariati ambiti (alcuni purtroppo tagliati per fare spazio alla pubblicità, mi è toccato di fare zapping fra un canale e l’altro): attrici come Queen Latifah e Brooke Shields (che cita “Il piccolo principe”), colleghi come Smokey Robinson, produttori come Berry Gordy, sportivi come Kobe Bryant e Magic Johnson, pensatori come i figli di Martin Luther King, pastori come il Reverendo Al Sharpton (amico di famiglia dei Jackson). Quando una persona viene ricordata così “a tutto tondo” allora vuole dire che quella persona è davvero grande. Molti in quella serata – secondo me a ragione – lo hanno definito “il più grande showman di tutti i tempi”. Anche se le frasi secondo me più significative le ha pronunciate proprio il Reverendo Al Sharpton

“E’ stato Michael a riunire Neri e Bianchi, Asiatici e Latini, a farli stare insieme. [...] Michael ci ha fatto amare l’altro. [...] Non sono venuto qui per dire addio a Michael. Ma per dirgli grazie. Grazie, grazie, grazie.“

Sintesi live dell’evento e fotografie su http://live.gossipblog.it/

King of Pop

26 giugno 2009 ginex101 2 commenti
Michael Jackson nella locandina del suo film Moonwalker (1988)

Michael Jackson nella locandina del suo film "Moonwalker" (1988)

Justin Timberlake sul suo sito web lo ricorda così (qui la versione originale):

“Non riesco a trovare le parole per esprimere quanto sia profondamente rattristato per la morte di Michael. Abbiamo perso un genio e un vero ambasciatore non solo della musica Pop, ma di tutta la musica. E’ stato un’ispirazione per molteplici generazioni e avrò sempre cura dei momenti che ho condiviso con lui sul palco e tutte le cose che ho imparato sulla musica da lui e il tempo che abbiamo trascorso insieme. Il mio cuore va alla sua famiglia e a quanti lo hanno amato.” (traduzione “brutale” del sottoscritto, perdono le imprecisioni!)

Beh, io non sono stato al suo fianco, come Justin ha potuto invece fare, ma sono pienamente d’accordo con lui: se oggi le nostre generazioni conoscono il mondo della musica per quello che è attualmente lo dobbiamo a persone, come Michael, di una caratura artistica decisamente al di sopra della media. E’ grazie a lui se oggi la Black Music e la cultura afroamericana (dove musica e ballo non sono mondi a sé stanti, ma due facce della stessa medaglia, come nell’Hip Hop) sono così apprezzati, tanto da diventare fenomeno di massa. Prima di Off the Wall negli USA esistevano due classifiche, una per i bianchi ed una per gli afroamericani; quel disco fu il primo di un artista afroamericano ad entrare nell’altra Hit Parade dei bianchi, unificando così le graduatorie; senza dimenticare che “Billie Jean” fu il primo videoclip di un afroamericano ad essere regolarmente trasmesso da MTV (fonte: Wikipedia). E’ forse grazie a lui se oggi tanti ragazzi considerano il ballo non una cosa “per femminucce”, ma un modo per divertirsi, per esprimere quello che si ha dentro, per tenersi in forma. Volete un esempio? Ieri sera ero a ballare il Boogie Woogie alla Vie en Rose quando il DJ ha annunciato la notizia della sua scomparsa e ha smesso di fare musica per un minuto. Uno potrebbe chiedersi cosa c’entra Michael con lo swing e il jazz, ma poi la risposta viene dalla grande icona che è stata per noi giovani ballerini. Ed è anche grazie a lui se io ho cominciato a ballare e ad interessarmi alla musica e al canto (seppur a livello coristico o come “fenomeno da baraccone” in qualche karaoke). Io, grazie a mia sorella, sono cresciuto con la sua musica. Ogni volta che usciva un singolo nuovo era immediatamente ai vertici delle chart, e non per caso: nonostante Michael sia stato un personaggio scomodo per via delle sue vicissitudini di vita privata, piena se vogliamo di eccessi e non senza qualche dubbio morale (anche se formalmente da tutte le accuse che gli hanno attribuito ne è uscito con un’assoluzione), le sue produzioni sono sempre state molto apprezzate.

Ha fuso la musica con il corto (”Thriller”, Ghost”) e il lungometraggio (”Moonwalker”), è stato il primo cantante (non ho notizie di altri) a diventare protagonista di un videogioco (il famosissimo “Michael Jackson’s Moonwalker”), oltre ad essere – come ho detto in precedenza – colui che ha saputo calare le barriere (musicali) fra afroamericani e bianchi e che ha promosso progetti benefici come “USA from Africa” (sua è “We are the world”, insieme a Lionel Richie) e “Heal the World”.

Autore, cantante, ballerino, attore (e chi più ne ha più ne metta)… oggi tutto il mondo dello spettacolo perde una pietra miliare, o come lo ha definito Justin (a ragione) un genio.

Modifica 26/06/2009 ore 15:28 CEST - Michael è stato il primo cantante solista a diventare protagonista di un videogioco. Infatti nel 1982 la band dei Journey divenne protagonista di Journey Escape, videogioco per piattaforma Atari 2600.

Autore, cantante, ballerino, attore, e chi più ne ha più ne metta.

Si riparte

25 maggio 2009 ginex101 Nessun commento

Con oggi finisce il mio periodo di “stacco” e riprendo ufficialmente ad impegnarmi come si deve. Capisco che in questi casi è difficile se non impossibile definire dei confini, ma mentalmente è pur sempre necessario farlo, per darsi anche un po’ di “carica” e per dirsi che un certo periodo ce lo si è lasciati alle spalle. Infatti il peggio è passato ormai, per cui sono tornato in pace con il mondo e pronto per tornare in corsa e sfidare di nuovo la vita (ovviamente in senso positivo!).

Ho parecchie cose arretrate da fare, soprattutto (se non l’unica cosa da fare) l’Università. Sono stato fermo troppo tempo e la voglia è decisamente calata perché non riuscivo più a guardare avanti. Non che adesso ci riesca ancora pienamente, ma almeno mi sono messo in testa di pensare almeno al mio di futuro, indipendentemente da chi la vita mi metterà a fianco.

Intanto mi sono tolto alcuni sfizi che avevo da tempo: il primo è stato l’acquisto (inaspettato) di tutta la serie di Commander Keen (il primo videogioco su PC che abbia giocato, la mia prima partita risale – se non vado errando – al 6 gennaio 1994). Girovagando per la rete, mi sono imbattuto sul sito della ID Software (la società creatrice del gioco, tuttora attiva) che vendeva un pack con gli episodi dall’1 al 5 (il sesto pare non più in vendita) a $ 10. Potrò così tornare a divertirmi con Commander Keen, giocando anche gli episodi che non ho mai avuto grazie a DOSBox anche su Ubuntu.

Ho fatto un altro acquisto importantissimo, di cui sto aspettando l’arrivo via corriere. Ma a questo sarà dedicato un altro post.

Depressione

18 maggio 2009 ginex101 1 commento

Purtroppo non faccio riferimento alla crisi economica, ma alla mia crisi interiore. Proprio quando avevo trovato una certa stabilità, e soprattutto nel bel mezzo dei festeggiamenti per il mio quarto di secolo (!), ecco che arrivano il ballo e il Cuore a darmi il colpo di grazia. Ma procediamo con ordine, raccontando prima le cose “belle” del periodo.

La sera del mio compleanno (mercoledì 6 maggio) io assieme a qualche amico (Washò, Mondo e mio cugino Luke) siamo andati al Planet Kart di Conselice (RA) per il ginex101 Race Of Friends, dopo mesi che tentavamo di organizzarlo. Sessione di qualifica e gara molto divertenti, e tutto sommato soddisfacenti dal mio punto di vista. Oltre ad aver trascorso una serata con amici (più tardi ci hanno raggiunto anche Ale e Jack), è anche arrivato un hattrick: pole, vittoria e giro più veloce in gara, con record personale (30”943, prima volta sotto i 31”) che si posiziona pure nella classifica dei migliori tempi della giornata.

Poi il sabato successivo c’è stato il ginex101 Birthday Party nella rinnovata Villa Rotonda a Faenza (RA). Una bella serata all’insegna di pizza e karaoke con quasi tutti i miei amici (Cia, Ross, Roby, Ale, Bus Bus, Manuel, Washò, Santo e Gelino). Come al solito i miei amici sono riusciti a prendermi in giro in maniera spassosa, con un biglietto a testa riportante un mio SMS “tipo”, pieno di interiezioni, punti di sospensione, espressioni indecise o dubbiose ecc., e soprattutto cenni ai miei ritardi… semplicemente geniali! So benissimo che sono un ritardatario di seconda categoria, e quando scrivo così è perché cerco di essere il più espressivo possibile, anche se forse risulto un po’ prolisso ;-) In ogni caso ho ricevuto un regalo che mi mancava: una bella felpa bianca. Non so perché ma mi ricorda molto quella dei rapper.

Ma veniamo alle note dolenti. All’inizio ci si mettono due fattori a tirar giù l’oasi felice del ballo estivo: la chiusura straordinaria della discoteca delle Acque per quest’estate e la lontananza di Beatrice (causa lavoro) per tutta l’estate fanno presagire un’estate nerissima da questo punto di vista. Non solo perché mancherà un appuntamento di divertimento per me fondamentale, ma anche perché non riusciremo più a ternerci in allenamento con il Boogie Woogie. Non solo, ma in questo periodo forse si poteva crescere ulteriormente, in stile e preparazione atletica. Pazienza, al lavoro non si comanda – visto soprattutto il periodo di crisi che stiamo vivendo – per cui è giusto così.

Il problema più grosso deriva dal Cuore, quell’aspetto talmente importante e profondo in ognuno di noi. Forse talmente intimo che è difficile parlarne qui. Tuttavia ora sto soffrendo come non mi era mai successo: so benissimo che prima o poi passerà e non voglio attribuire colpe o responsabilità a nessuno, se non forse a me stesso. Però dimeticare è una fatica disumana, specie quando ero convinto che questa unione fosse parte del disegno che Qualcun’altro aveva deciso per me: sono perennemente con lo sguardo assente e un po’ corrucciato, non riesco a studiare e sto perdendo pure l’appetito. Devo comunque farmi forza: ho promesso che mi sarei lasciato alle spalle tutto questo per il bene di tutti e lo farò. Anche se ho paura che questo comporti cambiare di molto il mio modo di essere.

Categorie:Me stesso, Ricorrenze Tag:

Aggiornamenti

8 aprile 2009 ginex101 Nessun commento

E’ da un po’ di tempo che non racconto più niente di me in questo spazio. E’ giunto il momento di recupare un po’.

Martedì scorso ho dato l’orale e così superato l’esame di Matematica Applicata, con un discreto 24. Un risultato giusto e anche positivo: il calcolo della probabilità, le variabili aleatorie e i processi stocastici si sono rivelati ossi duri da digerire, ma alla fine ce l’ho fatta. Per me superare questo esame è un vero successo. Prima di tutto perché mi sono impegnato tanto: ho passato giornate intere in biblioteca a fare un sacco di esercizi (grazie al libro che mi ha prestato Derek), poi a studiare e a riguardare qualche cosa dubbiosa (grazie anche ai suggerimenti di Flavio). Poi perché passandolo subito, posso dedicarmi a preparare il prossimo esame di Sistemi Logistici del 21 aprile.

Inoltre questo successo mi fa ben sperare per i prossimi impegni: la già citata Università, la settimana pasquale con le messe da cantare e la tradizionale Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, la prossima gara di ballo valida per la Coppa Italia di Danze Jazz il 19 aprile.

A proposito del ballo: sono stati pubblicati i risultati dei Campionati Regionali FIDS svoltisi il 7 e 8 marzo scorsi, di cui vi metto i link:

  • Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Classifiche
  • Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Skating (i punteggi del Boogie Woogie si trovano da pagina 85 a pagina 91)

Ho inoltre inserito una galleria fotografica (la prima di tutto il Bloginex101) riguardante questo evento: per ora contiene solo la foto con i premi e gli articoli che le testate locali hanno dedicato a questa bellissima giornata, ma spero che in futuro possano contenere i contributi che gli amici della squadra sapranno donarci.

Campionati Regionali FIDS Emilia-Romagna 2009

Immagini e articoli di giornale inerenti ai Campionati Regionali FIDS dell'Emilia-Romagna svoltisi a Budrio (BO) il 07-08/03/2009

3 Foto

 
Categorie:Danza, Me stesso, Università Tag:

Campioni Regionali

10 marzo 2009 ginex101 2 commenti

premi-campionati-regionali-2009.jpg

Ebbene sì: io e Beatrice abbiamo vinto i Campionati Regionali della FIDS nel Boogie Woogie – Classe C1 (Amatori) – Categoria 19/34 anni!!!

E’ stata una giornata veramente speciale, con tante (forse troppe) emozioni, come non vivevo da anni. In un solo colpo si sono realizzati molti dei miei sogni della prima parte della mia vita, e posso dire che con questo successo forse si è proprio chiuso un tomo della mia esistenza e si è aperta invece la copertina di un nuovo volume tutto da scrivere. Ma, per dare un po’ di ordine al tutto, è meglio partire dai fatti.

Sabato mattina mi sarei dovuto svegliare presto per tentare di studiare almeno un po’. Sapevo già che sarebbe stato impossibile: la sveglia suona alle 8:30, si trascina fino alle 9:00 (dopo ripetute pressioni del pulsante di snooze), finché non mi alzo alle 10:00. La colazione l’avevo già fatta attorno all’1:00 con i miei amici al Dolce&Salato, per cui sono passato direttamente al pranzo. Nel frattempo un’occhiata come sempre al Web: la posta, aggiornamenti degli stati personali di Facebook e Pidgin e relax totale. Pranzo alle 12:30, riordino zainetto (con scarpe da ballo Freddy lucidate, asciugamano di emergenza, bottiglietta d’acqua ecc.) e partenza alle 14:00 con la Volkswagen Jetta di babbo munita di navigatore. Passo a prendere Beatrice e poi via diretti a Budrio (BO), dove al Palazzetto dello Sport alle 15:00 c’era il ritrovo con tutta la squadra del Club The Stars. Ci vengono forniti i nostri nuovi tesserini federali per poter essere ammessi alle gare e per poter ritirare il numero di gara, che si palesa essere il 42: un ingegnere “figlio” del Prof. Massimo Ferri capisce da subito che il fato è con lui (il perché lo trovi qui). Ci andiamo a cambiare: in realtà il nostro “cambiarci” si limitava a cambiare le scarpe, in quanto eravamo già vestiti in tenuta da gara, ovvero maglietta tinta unita e jeans (non avendo obblighi per quanto riguarda l’abito da gara, ci siamo vestiti come per i corsi). Nell’attesa, qualche aggiustatina al look (sono stato ingellato e laccato, per me alquanto insolito, anche perché il mio look solitamente lascia parecchio a desiderare), tante chiacchiere e, nell’immediato avvicinarsi del nostro turno, un po’ di riscaldamento. Fra i nostri compagni di squadra amatori, saremo stati gli unici a scontrarci contro una coppia di un’altra scuola: la prima preoccupazione – oltre a prepararsi adeguatamente – è stata quindi cercare di capire chi fossero i nostri avversari fra quelli che si stavano riscaldando. Poi arriva il momento della gara (il più breve della giornata): la nostra categoria avrebbe aperto le danze del Boogie Woogie, dopo di noi gli Amatori 35/55 e over 55 (tutti del Club The Stars), poi gli Agonisti. Un po’ di emozione quando siamo entrati in pista per i nostri 90” di gara. Il brano è stato non troppo veloce, e io ho cercato di fare il meglio possibile: evitare cose troppo difficili per sbagliare di meno, cercare di non allontanarci troppo (un nostro terribile difetto) e guardare in faccia la giuria (tanto abbiamo ballato senza occhiali, così non vedevamo pubblico e quant’altro). In quel momento – come tutte le volte che ballo – per me ci sono solo io, Beatrice e la musica; tutto il resto si spegne. Come scrivevo alla fine dello scorso anno, ballare [...] ti fa rimanere a metà fra la terra e il cielo, come una magia che si spegne quando la musica finisce: infatti quando la musica è sfumata tutto è tornato al proprio posto, il saluto alla giuria e poi siamo usciti, ricevendo cinque e pacche sulle spalle, e le prime impressioni tutte positive. Anche a me, in effetti, mi sembrava che tutto fosse andato per il meglio. Un amico mi ha detto: “nei primi 30 secondi sembravi un po’ teso, poi ci hai dato dentro!”; in effetti nella prima parte ero concentrato sul non sbagliare e cercare di capire il livello degli altri, poi ho solo badato a ballare fino in fondo al brano. Smaltita la tensione ho cercato di fare il tifo per gli altri nostri compagni di squadra, che si sono comportati tutti molto bene, anche i ragazzini che – come me – erano alla prima esperienza di gara, anche se per gli Agonisti la gara non è proprio come la nostra! ;-) Dopo qualche ora di attesa (nel frattempo hanno ballato le danze argentine e le combinate caraibiche) arriva il momento dei verdetti. Quando è venuto il momento della nostra categoria, potrei dire che la tensione è andata a mille: penso che neanche durante la proclamazione alla mia Laurea Triennale mi sia sentito così teso. Quando lo speaker ha annunciato la coppia che era arrivata al secondo posto, e non eravamo noi, io e Beatrice ci siamo guardati: non c’è stato bisogno di parlarsi, le nostre facce parlavano da sole e trasmettevano tutta la nostra gioia. Poi quando sullo schermo sono comparsi i nostri nomi sotto la scritta “Campioni Regionali” siamo corsi sul podio: strette di mano e premiazione (con attestati e coppa). Poi grande gioia alla premiazione di tutti gli altri nostri compagni. Alla fine il Club The Stars si è fatta sfuggire una sola categoria (la Classe B 12/15 anni, ottennendo comunque un buonissimo 2° posto), vincendo in tutte le altre categorie e classi del Boogie Woogie (qui il consuntivo finale). Una foto di gruppo di tutta la squadra ha chiuso la giornata di gara. Ritorno a casa, arrivo alle 22:30, cena veloce e poi film a casa di Mary con gli amici, che mi sono per buona parte dormito. :-D

Fin qui la cronaca, comunque già piena di particolari personali. D’altronde è difficile lasciare separati cronaca ed emozioni nella prima vera gara della mia vita. Come dicevo, penso che con questa giornata si sia chiusa una fase della mia esistenza: una fase in cui continuavo a cercare una affermazione personale che non fosse il superamento di un anno scolastico, di un esame universitario o di qualsivoglia traguardo professionale. Penso che chi mi conosce, fin dall’infanzia, abbia sempre visto nel sottoscritto una sottospecie di secchione prima e di nerd poi, con tutti gli annessi e connessi del caso. Questo mi ha sempre un po’ pesato, perché non mi sentivo affatto tutto ciò, o per lo meno era solo un lato di me stesso che inevitabilmente a scuola appariva molto evidente. Ho sempre cercato nell’attività sportiva una specie di rivincita su questa specie di etichetta, non riuscendola mai a trovare per via della mia scarsa prestanza atletica (dovuta in parte anche a problemi di salute durante l’infanzia). Furono le scuole medie a darmi un po’ di soddisfazioni: grazie agli allenamenti con il gruppo di atletica della scuola, con un po’ di fatica, mi sono fatto un po’ le ossa e ho migliorato nettamente la mia condizione, togliendomi anche qualche piccola soddisfazione a livello scolastico. Ma alla fine è il ballo (che in casa per puro divertimento facevo da sempre) che mi ha convinto, seppur all’inizio arrancassi parecchio (contrariamente a quanto si possa pensare). Un infortunio e un’operazione ad entrambi i piedi hanno interrotto un sogno che già allora poteva avverarsi, poi ho ripreso ma gli impegni scolastici non mi permettevano di intraprendere strade troppo diverse dallo studio. Per cui mi limitavo a partecipare agli spettacoli, ai corsi per rimanere in buona forma e non dimenticarmi tutto e a qualche allenamento. Poi, con l’apertura delle gare federali per gli amatori per me le cose sono cambiate; perché se l’Agonismo continuo a vederlo come un impegno ancora gravoso, almeno finché continuerò l’Università, il settore amatoriale lo percepisco come una condizione che ti concede più gradi di libertà. Una cosa a cui posso stare dietro, insomma. E questo quindi mi ha portato a questa storica (per me) giornata, in cui finalmente raccolgo un successo, dopo i tentativi sempre sfumati durante le gare semiserie de “Le Cupole” (7° nel 1998, 6° nel 2007) o quelle più tirate dei corsi (sono sempre arrivato 2° perché nella finale mi emozionavo e andavo fuori tempo). Questa volta tutto è filato alla perfezione, e non solo perché io ero più preparato fisicamente e mentalmente, ma perché al mio fianco c’è una ragazza con la quale riesco a ballare come con nessun’altra (e in 11 anni ho ballato con diverse ragazze). Sarà che ormai balliamo insieme da 5 anni, ma con Beatrice mi sono subito trovato a mio agio fin dalla prima volta che ho ballato con lei al corso base. Oltre al fatto di essere bravissima, ha uno stile penso molto simile al mio; inoltre quando balliamo all’altro capo del mio braccio non sento affatto un braccio che mi tira o all’opposto – come direbbe Sauro – un “budino”, ma esattamente un altro me stesso, una forza esattamente eguale e contraria a quella che imprimo io (oops, deformazione professionale, ma ballo e Robotica sono molto più legate di quanto si pensi). E quando dico ciò non ci sono messaggi nascosti: è solo questione di percezioni sensoriali, che penso che in queste occasioni contino parecchio. Spero solo che sia lo stesso anche per lei ;-)

In ogni caso devo dire che mi sento finalmente realizzato. Ma non mi sento affatto arrivato: questa vittoria mi ha fatto venire una certa fame per la quale il cibo non serve. Perché una giornata così io la voglio vivere ancora …

Update 08/04/2009 01:36 CEST

  • Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Elenco iscritti
  • Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Time Table del 7 marzo 2009
  • Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Skating (i punteggi del Boogie Woogie si trovano da pagina 85 a pagina 91)
  • Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Classifiche finali
Campionati Regionali FIDS Emilia-Romagna 2009

Immagini e articoli di giornale inerenti ai Campionati Regionali FIDS dell'Emilia-Romagna svoltisi a Budrio (BO) il 07-08/03/2009

3 Foto

 

Si gareggia: alla “conquista” della Regione

6 marzo 2009 ginex101 Nessun commento

E’ il primo post dell’anno in merito al ballo. Qualcuno potrebbe chiedersi che fine ha fatto il tradizionale resoconto dello spettacolo della Befana del Club The Stars. La risposta è molto semplice: mi sono ammalato quattro giorni prima dello spettacolo :-( . Così ho saltato le ultime prove, e anche se per il giorno dello spettacolo ero quasi completamente ristabilito, la condizione fisica per anche solo provare a fare due passi della coreografia era pietosa, per cui ho dato forfait.

Una settimana fa, però, c’è stata la svolta: i Campionati Regionali della FIDS, che avranno luogo a Budrio (BO) il 7 e 8 marzo 2009. La sezione Emilia-Romagna della Federazione Italiana Danza Sportiva – a quanto pare – ha aperto le proprie gare anche al settore Amatoriale. E un’occasione così grande non poteva rimanere disattesa! Così sabato 7 marzo, assieme alla squadra Agonistica del Club The Stars, saranno assieme anche 5 coppie di Amatori – fra cui io e Beatrice – a gareggiare nel Boogie Woogie.

Potete trovare tutte le informazioni (luogo, Time Table ed Elenco iscritti) sul sito della sezione Emilia-Romagna della FIDS. La mia categoria aprirà le danze del Boogie Woogie alle 17:21 CET.

Vi aspetto numerosi! ;-)

… sbagliando si impara ;-)

6 marzo 2009 ginex101 Nessun commento

Negli ultimi tempi ho riletto più volte uno degli ultimi post che ho scritto, unitamente ai pochi (ma buonissimi) commenti che ho ricevuto su Facebook (visto che il mio Blog è visibile anche da lì), accorgendomi che c’era qualcosa che stonava con il mio pensiero, anche se la mia opinione, in quel momento forse dettata da molta stanchezza (ho avuto una settimana piuttosto difficile dal punto di vista del sonno) e fretta, era quella lì.

Due settimane fa, cercando di cominciare a riordinare alcuni vecchi file dell’Hard Disk di Melchior, sono incappato nel copione del “Processo a Gesù” di Diego Fabbri che abbiamo recitato due anni fa. Mentre l’avvocato accusatore, scettico di fronte ai miracoli del Nazareno, tenta di screditare queste testimonianze supponendo che dietro a queste manifestazioni ci siano dei “trucchi”, alle accuse di inventarsi tutto risponde “Io non invento. Interpreto. Io uso la ragione e dò spiegazioni logiche e razionali.” Il che mi ha fatto capire dove stavo sbagliando: in certi casi, come questi, la sola ragione può fare ben poco. Da qui forse l’errore di valutazione, anche perché – ed è questa la domanda che mi ha turbato per tutta al giornata di venerdì – se pensassi veramente ciò che ho scritto, come riuscirei a spiegarmi il motivo per cui da ormai 6 anni vado una volta al mese ad animare la Messa alla Casa di Riposo? Non certo per farmi bello agli occhi degli altri, motivazione tanto misera quanto stupida. Ci vado (ed invito gli altri a farlo) perché credo che donare un po’ di tempo e portare la freschezza della gioventù dentro la quotidianità di una casa per anziani sia un modo per testimoniare l’Amore che ci viene chiesto di donare agli altri, e alimentare così quella Speranza che nelle situazioni di sofferenza è quella che ci permette di vivere con spirito positivo.

Ma se io cerco di donare Speranza a loro, perché era giusto privarla ad Eluana? Da qui il controsenso di quanto affermavo qualche giorno fa. No: la soluzione della morte non è stata giusta. Su questo voglio fare chiarezza.

L’incontro in Parrocchia di venerdì scorso, inoltre, è stato per me molto importante, sia per ascoltare esperienze che solidificano questa opinione, sia per esprimere il mio pensiero e le sue evoluzioni (che non ero riuscito ancora a depositare in questo spazio) a chi aveva letto le mie affermazioni. E devo dire che, seppur magari sbagliando, sono rimasto soddisfatto di porre quanto meno il dubbio: solo interrogandosi si è capaci di giungere ad una risposta convinta su un argomento, creandosi così un’opinione personale e non seguendo le mode o le credenze comuni.

E poi è sbagliando che si impara ;-)

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Che la Fede illumini le nostre menti

12 febbraio 2009 ginex101 Nessun commento

Visto che ho promesso che ne avrei parlato, esprimo qui la mia posizione in merito alla vicenda della morte di Eluana Englaro.

Ho già espresso la mia posizione in merito alla questione prettamente politica della vicenda. Le Istituzioni, vista la decisione definitiva e incontrovertibile di un organo dello Stato, dovevano accettare rispettosamente la sentenza senza questa ingiusta ma soprattutto inutile messa in scena.

In merito alla mia opinione: io sono credente, e in quanto credente sapere di una famiglia che decide per la morte della propria figlia mi turba profondamente e mi rende triste, perché risuona come la morte stessa della Speranza. Ma queste scelte sono difficilissime, e penso che sfinirebbero anche la persona più forte. E obbiettivamente, a me pare quanto mai sbalorditivo come il padre abbia potuto sopportare tutto ciò per ben 17 anni, quando i medici sostengono che le probabilità di risveglio decadono col passare del tempo e già dopo 10 anni sono pressoché nulle; e soprattutto in questo caso, dove secondo quanto sono arrivato a documentarmi (purtroppo ho perso il link, appena lo trovo lo metterò), la sola parte del cervello funzionante in Eluana era il cervelletto, quello che determina le funzioni basilari che mantengono in vita un essere vivente. Probabilmente era questo l’unico motivo per cui era tenuta in vita, in quanto non era evidente il caso di morte celebrale per cui è possibile dichiarare morta – per la legge italiana – una persona anche se questa fisicamente non lo è ancora, come è stato per esempio per Ayrton Senna (caso che mi ha fortemente spinto a documentarmi e a fare confronti sulla vicenda).

La cosa che non comprendo è l’opposizione ferrea delle posizioni pro-vita (che molto spesso sono a me accomunate dalla stessa mia Fede) quando lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica dice (grazie Derek, mi hai illuminato ;-) )

L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’“accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.

(Catechismo della Chiesa Cattolica, vedi paragrafo 2278)

Direi che la situazione in cui versava Eluana ricade in questo caso, sotto più aspetti.

  1. La situazione fisica e clinica di Eluana era critica e le cure somministrate (come medicinali per evitare il coagulo del sangue e le crisi epilettiche dovute allo stato del suo cervello) le permettevano solamente di non morire, e non di tornare a vivere. Un “provvedimento sproporzionato” rispetto ai risultati attesi (mi sembra evidente) e “oneroso” (direi che cure del genere ininterrotte per 17 anni non so quanto possano costare, visto che le semplici rette dell’assistenza agli anziani non autosufficienti alle volte possono risultare più elevate della pensione dell’anziano stesso, diventando così a carico dei familiari; senza contare l’onerosità “morale” del tutto).
  2. La volontà da parte di Eluana era stata manifestata: anche se non ritenuta esplicita, mi pare alquanto “ragionevole”. In ogni caso visto che non era in condizione di esprimere un parere, chi ne ha più legalmente diritto se non il padre, divenuto poi tutore rispondendo legalmente per la figlia?

Anche qui non riesco francamente a comprendere le barricate e le ingiuriose accuse nei confronti del signor Englaro, che invece non si merita tutto questo. Anzi, ha lottato alla luce del sole per vedersi riconosciuto un diritto legittimato sulla carta da tutti, ma che nessuno inspiegabilmente sapeva concedergli, e per questo merita il massimo rispetto. Anche in paragone a tanti casi di corruzione e di accordi illeciti (di ogni tipo) che avvengono nel nostro Paese.

Per tutti questi motivi, anche se a malincuore, credo che la decisione sia stata giusta e penso inevitabile. La morte fa parte della vita, e non possiamo estraniarci da essa, anche se il nostro istinto è quella di rigettarla continuamente. Forse perché crediamo che la nostra vita non avrà mai fine, ma quella a non avere mai fine è la nostra vita spirituale, che non può continuare senza la triste fine della nostra vita terrena. Ecco, io vorrei che ogni persona che si dichiara credente si soffermasse su questo: perché se non abbiamo fiducia che ciò sia vero – costringendo una persona che non potrà mai oggettivamente risvegliarsi dal limbo del coma a vivere in quello stato – saremo d’ostacolo all’anima di quella persona che vuole tornare al Padre, ma soprattutto al Padre stesso che chiama evidentemente a sé quella persona.

Update: qualcosa è cambiato…

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Lo Stato sono Io o è il mio tutore?

12 febbraio 2009 ginex101 Nessun commento

Oggi ho ricevuto una mail interessante su Facebook, inviata a tutti gli iscritti al gruppo Campagna per lo sviluppo della cultura e del mercato digitale. In questa mail l’avvocato Marco Pierani (fondatore del gruppo) parla dell’emendamento al Decreto Sicurezza riguardante il filtraggio di contenuti che istigano a delinquere o a disobbedire alle leggi (apologia di reato) sulla rete Internet (ma non solo, più in generale si intende in qualsiasi spazio pubblico). Avevo saputo di questo emendamento ritenuto da molti una vera e propria censura, per il quale manca solo l’approvazione alla Camera dei Deputati, ma non mi ero ancora informato in merito. Oggi ho dato un’occhiata ai link indicati dall’Avv. Pierani, confermandomi il parere già sentito da altri e rimanendo piuttosto sbigottito. In primis segnalo questo video su YouTube che contiene un’intervista al Sen. Gianpiero D’Alia. Posso anche ritenere  moralmente condivisibile quanto riportato dal Senatore, ma francamente i nobili intenti proposti – per i quali la soluzione a parole sembra così tanto facile – si scontrano con la possibilità pressoché minima (se non addirittura nulla) di essere attuati. Il motivo non lo spiego io perché non mi ritengo così tanto esperto, ma lo spiega benissimo – a mio avviso – questo articolo di Stefano Quintarelli (che invito caldamente – o se volete vi obbligo – a leggere).

Purtroppo (o meglio per fortuna) è impossibile oscurare un sito, specie se essi sono “portaloni” o social network come YouTube o Facebook, o qualsivoglia sito ospitato all’estero. Ne è un esempio lampante l’”oscuramento” avvenuto qualche tempo fa per The Pirate Bay: il sito non era più raggiungibile se si utilizzavano i DNS forniti dai provider italiani, (questo perché gli veniva semplicemente chiusa la “strada” per arrivarci, perché il sito in sé non poteva essere chiuso) ma se venivano utilizzati DNS stranieri (come OpenDNS, molto più efficiente di quelli nostrani) il sito era liberamente accessibile (quella “strada” non risultava chiusa). Inoltre quali reati vengono compresi fra quelli a rischio oscuramento in caso di incitamento? Ciò non viene specificato. Per cui se io invitassi tutti voi a non accendere i fari dell’auto di giorno anche fuori dai centri urbani” rientrerei nell’apologia di reato, e quindi il mio Blog potrebbe essere chiuso. Da qui si capisce perché in molti gridano alla censura: persino Google Italia, per bocca di Marco Pancini (resposabile per le relazioni istituzionali di Google in Italia) pare molto preoccupata, sottolineando che per il tipo di reati citato dal Senatore D’Alia ci sono già regolamenti e leggi che impediscono queste cose. A conclusione dell’intervista, lo stesso Pancini dice

“Stiamo parlando del reato d’opinione. A me pare l’abc del diritto.”

Ma personalmente da questo momento storico in cui si trova l’Italia non potevo aspettarmi altro. Sinceramente in questo periodo sono molto preoccupato, e non solo per il fatto che fra una settimana ci sarà il primo parziale di Matematica Applicata ;-) . Il fatto è che si sta facendo molta confusione. Per quello che ho imparato a scuola in merito al Diritto e all’Educazione Civica, i Poteri del nostro Paese sono suddivisi e consegnati a tre organi differenti: quello Legislativo al Parlamento, quello Esecutivo al Governo e quello Giudiziario alla Magistratura. Sempre più spesso, invece, il terzo potere viene indebolito dagli altri due. Ma negli ultimi giorni sembra che il secondo organo si sia dotato di un ulteriore Potere: quello Moralizzatore. Il caso in questione ne é un esempio evidentissimo. Ma ritengo anche che il caso recente di Eluana Englaro vada annoverato fra le decisioni moralizzatrici delle nostre Istituzioni. A prescindere dalle opinioni – in merito alla quale esprimerò la mia posizione a breve – le nostre istituzioni hanno combinato un vero proprio quarantotto, ingannando anche noi cittadini. Per me infatti è stato completamente sbagliato l’approccio che si è venuto a creare, ovvero il tentare a tutti i costi di emanare una legge su argomenti così importanti come la vita e la morte in soli tre giorni quando per provvedimenti meno importanti si impiega molto più tempo. Su questi temi si può – e si deve – discutere per mesi mettendo attentamente a confronto le varie posizioni (in questo caso comunità scientifiche, mediche e religiose di tutte le estrazioni) e decidendo una sintesi condivisa da tutte le parti. Inoltre in merito al caso di Eluana Englaro, la legge che si voleva fare approvare non sarebbe servita a nulla, in quanto la sentenza che dava la possibilità di poter procedere all’interruzione dell’alimentazione (e non una sentenza di morte) era una decisione del massimo grado di giudizio del nostro Paese, incontrovertibile da qualsiasi legge promulgata postuma alla sentenza perché semplicemente non riesaminabile. Quello che si è venuto a creare, in soldoni, è un polverone inutile e triste: se lo sapevo io che ho studiato Diritto all’Istituto Tecnico Industriale (e non ho fatto Giurisprudenza), mi vengono seri dubbi sulla conoscenza delle basi del diritto e delle regole civili (che condividiamo in qualità di cittadini italiani) da parte dei nostri rappresentanti.