King of Pop

Michael Jackson nella locandina del suo film "Moonwalker" (1988)
Justin Timberlake sul suo sito web lo ricorda così (qui la versione originale):
“Non riesco a trovare le parole per esprimere quanto sia profondamente rattristato per la morte di Michael. Abbiamo perso un genio e un vero ambasciatore non solo della musica Pop, ma di tutta la musica. E’ stato un’ispirazione per molteplici generazioni e avrò sempre cura dei momenti che ho condiviso con lui sul palco e tutte le cose che ho imparato sulla musica da lui e il tempo che abbiamo trascorso insieme. Il mio cuore va alla sua famiglia e a quanti lo hanno amato.” (traduzione “brutale” del sottoscritto, perdono le imprecisioni!)
Beh, io non sono stato al suo fianco, come Justin ha potuto invece fare, ma sono pienamente d’accordo con lui: se oggi le nostre generazioni conoscono il mondo della musica per quello che è attualmente lo dobbiamo a persone, come Michael, di una caratura artistica decisamente al di sopra della media. E’ grazie a lui se oggi la Black Music e la cultura afroamericana (dove musica e ballo non sono mondi a sé stanti, ma due facce della stessa medaglia, come nell’Hip Hop) sono così apprezzati, tanto da diventare fenomeno di massa. Prima di Off the Wall negli USA esistevano due classifiche, una per i bianchi ed una per gli afroamericani; quel disco fu il primo di un artista afroamericano ad entrare nell’altra Hit Parade dei bianchi, unificando così le graduatorie; senza dimenticare che “Billie Jean” fu il primo videoclip di un afroamericano ad essere regolarmente trasmesso da MTV (fonte: Wikipedia). E’ forse grazie a lui se oggi tanti ragazzi considerano il ballo non una cosa “per femminucce”, ma un modo per divertirsi, per esprimere quello che si ha dentro, per tenersi in forma. Volete un esempio? Ieri sera ero a ballare il Boogie Woogie alla Vie en Rose quando il DJ ha annunciato la notizia della sua scomparsa e ha smesso di fare musica per un minuto. Uno potrebbe chiedersi cosa c’entra Michael con lo swing e il jazz, ma poi la risposta viene dalla grande icona che è stata per noi giovani ballerini. Ed è anche grazie a lui se io ho cominciato a ballare e ad interessarmi alla musica e al canto (seppur a livello coristico o come “fenomeno da baraccone” in qualche karaoke). Io, grazie a mia sorella, sono cresciuto con la sua musica. Ogni volta che usciva un singolo nuovo era immediatamente ai vertici delle chart, e non per caso: nonostante Michael sia stato un personaggio scomodo per via delle sue vicissitudini di vita privata, piena se vogliamo di eccessi e non senza qualche dubbio morale (anche se formalmente da tutte le accuse che gli hanno attribuito ne è uscito con un’assoluzione), le sue produzioni sono sempre state molto apprezzate.
Ha fuso la musica con il corto (”Thriller”, Ghost”) e il lungometraggio (”Moonwalker”), è stato il primo cantante (non ho notizie di altri) a diventare protagonista di un videogioco (il famosissimo “Michael Jackson’s Moonwalker”), oltre ad essere – come ho detto in precedenza – colui che ha saputo calare le barriere (musicali) fra afroamericani e bianchi e che ha promosso progetti benefici come “USA from Africa” (sua è “We are the world”, insieme a Lionel Richie) e “Heal the World”.
Autore, cantante, ballerino, attore (e chi più ne ha più ne metta)… oggi tutto il mondo dello spettacolo perde una pietra miliare, o come lo ha definito Justin (a ragione) un genio.
Modifica 26/06/2009 ore 15:28 CEST - Michael è stato il primo cantante solista a diventare protagonista di un videogioco. Infatti nel 1982 la band dei Journey divenne protagonista di Journey Escape, videogioco per piattaforma Atari 2600.






