Casa di Riposo: nuovo Calendario 2012

27 dicembre 2011 Nessun commento

Il giorno di Natale è stato stilato il calendario 2012 per l’attività mensile alla Casa di Riposo. Riporto le date, così che ne possiate prendere nota.

  • 22 Gennaio 2012 III Domenica del Tempo Ordinario
  • 19 Febbraio 2012 VII Domenica del Tempo Ordinario
  • 18 Marzo 2012 IV Domenica di Quaresima
  • 22 Aprile 2012 III Domenica di Pasqua
  • 20 Maggio 2012 Ascensione del Signore
  • 17 Giugno 2012 XI Domenica del Tempo Ordinario
  • 15 Luglio 2012 XV Domenica del Tempo Ordinario
  • 26 Agosto 2012 XXI Domenica del Tempo Ordinario
  • 16 Settembre 2012 XXIV Domenica del Tempo Ordinario
  • 21 Ottobre 2012 XXIX Domenica del Tempo Ordinario
  • 18 Novembre 2012 XXXIII Domenica del Tempo Ordinario
  • 16 Dicembre 2012 III Domenica di Avvento
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Lavori, per tutti ma non per chiunque

10 ottobre 2011 Nessun commento

Qualche giorno fa è morto Steve Jobs, il fondatore di aziende come Apple e NeXT e amministratore delegato di Pixar (in origine costola di LucasFilm di George Lucas). E improvvisamente la massa viene acculturata su questo personaggio, altrimenti relegato alle solite pagine di riviste e giornali dedicate alla tecnologia. Onestamente me ne stupisco qui in Italia, dove alla tecnologia o al mondo dei nuovi media non solo viene dedicato poco spazio, ma quando se ne parla ne vengono spesso citati solo i misfatti. Perché questa volta invece si decantano le lodi per questo uomo? Sicuramente perché ha influenzato la società, su questo non ci sono dubbi: quante volte ci si è imbattuti nella scena seguente?

- Ho comprato un lettore MP3 della <marca_qualsiasi_ma_non_apple>.
- Ah, hai preso un iPod.

Le trovate della Apple – il Macintosh (probabilmente la declinazione di Personal Computer più vicina a quella che conosciamo oggi) e i vari iQualcosa – hanno veramente dato una svolta ad una società che vedeva la tecnologia come qualcosa dedicato solamente ai professionisti e ai nerd, rendendo le cose maledettamente facili e belle. In breve la parola magica è immediatezza: sia nelle forme dei suoi device (immediatamente belle e accattivanti), sia dei suoi sistemi operativi (Macintosh e Mac OS X prima e iOS poi), sia nella comunicazione (immediatamente comprensibile anche ai novizi, ed anche ironici nella serie Mac vs PC).

Ma per quanto riguarda il sottoscritto, la genialità di Steve Jobs finisce qui. Per me non è stato un guru, un “Leonardo Da Vinci” contemporaneo come hanno scritto in tantissimi, e il gioco delle tre mele (quella di Eva, quella di Newton e quella di Jobs) e quant’altro. Faccio mio lo slogan dei primi iMac: think different. Sì, perché io penso proprio in maniera differente. Io penso che sia stato un grandissimo innovatore del mercato tecnologico, con uno spiccato senso del marketing e che indubbiamente ha fatto un lavoro migliore – alla lunga – di Bill Gates e della Microsoft: tecnicamente non ci voleva gran ché, ma per quanto riguarda tutto il resto del lavoro in termini di marketing, appeal, pubblicità e quant’altro sta alla base della buona riuscita di un prodotto commerciale, sotto la sua direzione la Apple ha fatto un lavoro titanico. Questo gli va onestamente riconosciuto.

Ma quando si dice che ha cambiato il nostro mondo e tutte le altre menate che la televisione ci sta buttando addosso, mi sento urticare dietro la schiena. Soprattutto quando a condurre queste trasmissioni sono personaggi – giornalisti del servizio pubblico su cui non metto in dubbio la professionalità, ma che quando parlano di tecnologia è meglio che lascino parlare qualcun altro – che dicono che “grazie a lui abbiamo un modo di comunicare con il mondo e con ognuno di noi che altrimenti non ci sarebbe stato” e che “senza Steve Jobs non avremmo il mouse”1, oppure che “Amazon dovrebbe ringraziare Steve Jobs, perché senza gli strumenti usciti dal suo genio creativo non esisterebbe” o ancora che grazie a lui abbiamo il cambiamento sociale che ha portato alla primavera araba2, penso che siamo veramente al frullatore della conoscenza, dove possiamo dire tutto e il contrario di tutto. Se a scuola mi chiedessero “Chi ha inventato l’automobile?” e io gli rispondessi “Henry Ford” non penso che prenderei un bel voto… Tutte le eccezionali cose decantate sopra infatti si devono a ricercatori universitari, a liberi imprenditori e all’intera umanità – noi stessi – della Rete, che può esistere grazie a persone che hanno lasciato libero e collaborativo lo sviluppo di essa, non di certo a Jobs.

E ancora – come soleva dire spesso Jobs nei suoi quasi messianici Keynote – there’s one more thing, c’è un’altra cosa. Ma per questa lascio la parola a Richard M. Stallman, il VERO filosofo dell’informatica, riportando quanto ha scritto sul suo sito web:

Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died.

As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing.

Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.

Verbatim copying and redistribution of this entire page are permitted provided this notice is preserved.

Steve Jobs, il pioniere del computer come una prigione dorata, progettata per separare gli sciocchi dalla loro libertà, è morto.

Come disse il sindaco di Chicago Harold Washington dell’ex sindaco corrotto Daley, “Non sono contento che sia morto, ma sono contento che se ne sia andato.” Nessuno merita di dover morire – né Jobs, né Mr. Bill, neanche le persone colpevoli di mali peggiori di loro. Ma noi tutti meritiamo la fine dell’influenza maligna di Jobs nell’informatica di massa.

Sfortunatamente, quest’influenza continua nonostante la sua assenza. Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel tentativo di portare avanti la sua eredità, siano meno efficaci.

La copia letterale e la ridistribuzione di questa intera pagina sono consentiti a condizione che questa nota sia riprodotta.

Si può essere d’accordo che il padre del Software Libero, il fondatore della Free Software Foundation, abbia palesemente esagerato. Ma mica poi più di tanto. Per il sottoscritto, che cerca di vedere – per quanto possibile – l’eticità delle cose, è alquanto giusto ricordare quanto sia poco libero il mondo Apple. Perché quello che Jobs è riuscito a creare è un ecosistema tecnologico: un mondo tutto fatto di mela, dal computer iMac e Macbook, all’iPod, all’Apple TV, all’iPhone, all’iPad fino all’iCloud. In questo è stato sicuramente il maestro, battendo Microsoft (scoperta sul lato mobile) e Google (scoperta sul lato hardware). Un ecosistema tuttavia chiuso, chiusissimo, fortemente dipendente da quanto viene venduto nel suo App Store, o meglio da quanto un’applicazione rispetti le regole di Apple per poter entrare nel suo negozio. Un esempio forse eclatante è il caso di Phone Story, la app che è stata rimossa perché “rappresentava violenza e abuso di bambini” e “mostrava contenuti crudi”; peccato che quel gioco mostrasse i lati oscuri della produzione degli stessi iPhone e di altri smartphone, “dagli orrori legati all’estrazione delle materie prime in Africa” (il Coltan in Congo, ad esempio) “alle condizioni di lavoro degli operai delle fabbriche di assemblaggio in Cina”, fino all’e-waste in Pakistan (fonte). Mi viene sempre di più da dire che il mondo Apple è “solo fumo agli occhi”, e oltre la nebbia cosa rimane? Rimane una società imbrigliata ad un mondo chiuso dalle app, dove “c’è tutto quello che ti serve”, secondo la Apple ovviamente. Perché ad esempio un utilissimo programma libero come VLC media player è stato gentilmente rimosso, mettendo in luce tutta la differenza fra l’EULA dell’App Store e la GNU GPL (fonte). Questioni di licenze d’uso, per qualcuno finezze, ma se una licenza libera (come la GNU GPL) non può entrare nell’App Store, allora il mondo Apple non si può dire aperto. E allora non è tanto differente dal così nemico emisfero Microsoft, che continua a proporre un mondo dove il codice sorgente è chiuso, e dove quindi non sappiamo come sono fatti e soprattutto cosa esattamente fanno i sistemi operativi: è stato per caso che qualcuno ha scoperto che gli iPhone inviavano di continuo ad Apple la loro posizione geografica, insomma che ci stavano monitorando (alla faccia dello spot della Apple per il Macintosh, dove abbattevano il mondo orwelliano di 1984). Possiamo dire che era una svista, ma se tutto il software fosse libero questa svista sarebbe stata corretta in pochissimo tempo da chiunque, mentre Apple lo ha fatto solo quando ha ritenuto il momento di farlo.

Questo è il mondo che mi rifiuto di vivere, per questo per me Steve Jobs non è stato un guru, semplicemente è stato un grande imprenditore e innovatore. Ma forse è per questo che ce lo propongono come esempio di vita: il classico self made man. La classica visione individualista.

Alla faccia della generazione social

Note

1. Nelle fasi iniziali di “Jobs, l’uomo che sussurrava al futuro” della puntata speciale di Agorà di giovedì 06/10/2011 (richiede Silverlight, o Moonlight su sistemi GNU/Linux). Torna su
2. Nel servizio “Tributo a Steve Jobs” della puntata di Unomattina di venerdì 07/10/2011 (richiede Silverlight, o Moonlight su sistemi GNU/Linux). Da notare che la musica utilizzata nel servizio di Giovanna Botteri è “Solar Sailer” dei Daft Punk, tratto dalla SoundTrack di TRON:Legacy :-) Torna su

Update: sono riuscito a trovare questa fonte, in cui verrebbe spiegato il perché del paragone fra Steve Jobs e Richard J. Daley che Stallman presenta. Secondo l’articolo, Daley era un politico mai direttamente  condannato, ma che tuttavia guidava un establishment di amministratori corrotti dal crimine organizzato. È doveroso sottolinearlo per comprendere il parallelo effettuato da Stallman tra Daley e Jobs. È difficile dissentire, se si considera Jobs il simbolo di Apple negli ultimi vent’anni. In sostanza penso che più che con Jobs, Stallman ce l’abbia con Apple, ma siccome la Apple è incarnata dalla figura di Jobs…

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Arriva Balthasar

4 agosto 2011 Nessun commento

Dopo 8 anni di onorato servizio, ecco che Melchior piano piano esce di scena. Ormai le sue potenzialità stavano diventando sempre più insufficienti, senza contare che inspiegabilmente (oppure no?) la partizione di Windows XP soffriva cronicamente di rallentamenti ingestibili (al limite del crash di sistema) che portavano nel 100% dei casi al reset del PC. Certo potevo reinstallare tutto, ma non ne avevo proprio il tempo e la voglia visto che comunque il PC era insufficiente per due utilizzi per cui ho il pallino: le macchine virtuali e le simulazioni automobilistiche. Nel tempo ho aggiornato alcuni pezzi di Melchior finché ho potuto (aggiunte spesso condivise in questo blog), ma oramai il collo di bottiglia era diventato il microprocessore, un AMD AthlonXP 1250 che ormai faticava a caricare un video di YouTube. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato vedersi regalare F1 2010 – il videogioco ufficiale della Formula 1 – e non poterlo utilizzare né su Melchior né su Arael (il mio notebook) perché la scheda video che montavano non rispondeva ai requisiti minimi di sistema dei videogiochi moderni. Fra l’altro fu sempre la Formula 1 (ma allora fu Grand Prix 4) a portarmi all’acquisto di Melchior…
Il nuovo PC – acquistato presso Computer House, a pochi passi da casa mia – non è un supercomputer, ma penso risulti un buon compromesso fra prestazioni e portafoglio, che montava già tutto quanto cercavo da un po’ di tempo, almeno nella configurazione base del PC che avevo in mente. Questo nuovo compagno di avventure non poteva non ereditare la nomìa del predecessore, e quindi è stato battezzato come Balthasar, il secondo dei tre supercomputer che formano il MAGI System, uno dei pilastri non solo dell’agenzia speciale NERV, ma della gestione ed amministrazione della città fortificata di Neo Tokyo-3 nel mondo immaginario di Neon Genesis Evangelion. Balthasar monta un microprocessore Tri Core della AMD da 3.1GHz (AMD AthlonII X3 445) su una scheda madre Sapphire (PI-AM3RS760G) con scheda audio (Realtek ALC662) e video (ATI Radeon 3000 da max 512MB mutuati dalla RAM di sistema) integrata. La soluzione della scheda video integrata non è certamente una soluzione molto performante, ma per gli usi a cui finora sono abituato (anche di gaming) mi garantisce comunque i risultati che mi bastano, senza contare che il chipset AMD 760G dà la possibilità di upgrade futuri grazie alle funzionalità Hybrid Graphics, nel caso voglia aggiungere successivamente una scheda video discreta (ovviamente AMD/ATI). La RAM è composta da due banchi Transcend DDR3 1333 MHz da 2GB, il masterizzatore DVD SuperMultiDrive è un LG GH22NS50 e l’Hard Disk è un Western Digital da 1TB a 7200rpm e 64MB di cache. Tutto è contenuto in un cabinet della Nilox con alimentatore da 500W. Da Melchior ho mutuato la scheda PCI che aggiunge a Balthasar due porte FireWire standard e una i.Link (per la videocamera), la tastiera e il mouse. Ho effettuato invece un cambio di monitor: oramai abituato al formato Wide fra televisori e notebook, continuare a lavorare con un classico LCD da 15″ con 8 anni di vita mi sembrava alquanto scomodo, anche perché cominciava a mostrare un po’ i segni del tempo. Così ho approfittato della presenza in negozio di un monitor PackardBell Viseo 200T Touch Edition da 20″ Wide di seconda mano, utilizzato solo per pochi mesi e ancora in garanzia, che ho comprato per € 100. Inoltre ho deciso di rendere indipendente Balthasar dalle bizze della rete Wi-Fi, vista anche sua la posizione infelice rispetto al router casalingo; così ho acquistato una coppia di adattatori per reti PowerLine della ASUS (ASUS PL-X31M), in modo da usufruire della rete elettrica per trasportare il segnale di rete dal router al PC, con un notevole miglioramento delle prestazioni della rete stessa. Il tutto (monitor incluso) per la cifra di € 500.
Su Balthasar ho installato Microsoft Windows 7 Professional SP1 (principalmente per i software ad uso accademico e i giochi proprietari) e Ubuntu GNU/Linux 11.04 Natty Narwal, entrambe nell’edizione a 64bit, anche se questa volta sono stato tentato di provare altre strade che vorrei intraprendere da un po’ di anni, come Debian o Arch. Soluzioni che comunque conto di provare su macchine virtuali, ora che finalmente il processore Tri Core monta il set di istruzioni AMD-V dedicate per la virtualizzazione e VirtualBox va alla grandissima. La cosa che mi ha stupito è che Windows con 7 ha fatto un prodotto finalmente accettabile e che tutto sommato apprezzo, e che l’installazione di Ubuntu è stata facile e molto più rapida di Windows 7, ma che soprattutto ha riconosciuto e reso funzionante da subito tutte le periferiche, anche la funzione touchscreen del monitor, mentre in Windows non funzionava l’audio e ho dovuto cercare i driver appositi. Questo per chi crede che Linux sia difficile da installare :-)
Ora ho tra le mani un calcolatore pronto a macinare kilometri di piste virtuali (con ogni mezzo a disposizione) e sistemi operativi da provare, in attesa di installare anche qui emulatori di altre macchine come DOSBox e MAME. Sperando che Balthasar abbia lunga vita come il suo predecessore.
A proposito, che fine farà Melchior? Non lo so ancora: il mio desidero sarebbe fare una bella, sana e civile operazione di trashware, ovvero rimetterlo in sesto, installare una distribuzione GNU/Linux (occhio alla leggerezza) e donarlo a qualche scuola, ma potrebbe prendere anche altre strade ancora tutte da vagliare. Male che vada me lo tengo io e lo utilizzo come server domestico, cosa su cui vorrei lavorare ed imparare un po’ di nozioni :-)

Buon Compleanno Italia!

17 marzo 2011 Nessun commento

Auguri Italia per questi 150 anni di unità nazionale!150 anni e non dimostrarli: mi sembra che dopo tanto tempo che siamo uniti non siamo ancora in grado di convivere insieme, di pensare allo Stato (inteso come comunità) piuttosto che a noi stessi, di considerarci “figli” d’Italia piuttosto che della nostra regione. Forse erano molto più italiani i nostri avi che noialtri, almeno nelle posizioni istituzionali… Spero tanto che noi giovani siamo in grado di ridare lustro al Belpaese e rendere compiuta un’unità finora solo percettibile quando si danno dei calci ad un pallone.

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Buon Anno

1 gennaio 2011 Nessun commento


Dovunque voi siate, con chiunque voi siate, i miei migliori auguri per un sereno e felice 2011 pieno di salute, amore e soddisfazioni!

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Buon Natale

25 dicembre 2010 Nessun commento

Natività - Buon Natale!

Lo so, siete abituati allo screenshot del mio consueto biglietto natalizio che faccio tutti gli anni.

Purtroppo però quest’anno non ho avuto il tempo materiale per farlo, per cui accontentatevi semplicemente dei miei

Migliori Auguri di un Felice Santo Natale

a tutti voi! ;-)

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Casa di Riposo: nuovo Calendario 2011

19 dicembre 2010 Nessun commento

Oggi è stato stilato il calendario 2011 per l’attività mensile alla Casa di Riposo. Le scelte non sono state molte, visto che il calendario era già praticamente stato riempito quasi del tutto :-) In ogni caso riporto le date, così che ne possiate prendere nota.

  • 30 Gennaio 2011 IV Domenica del Tempo Ordinario
  • 27 Febbraio 2011 VIII Domenica del Tempo Ordinario
  • 27 Marzo 2011 III Domenica di Quaresima
  • 24 Aprile 2011 Pasqua di Resurrezione
  • 29 Maggio 2011 V Domenica di Pasqua
  • 26 Giugno 2011 SS. Corpo e Sangue di Cristo
  • 31 Luglio 2011 XVIII Domenica del Tempo Ordinario
  • 21 Agosto 2011 XXI Domenica del Tempo Ordinario
  • 25 Settembre 2011 XXVI Domenica del Tempo Ordinario
  • 23 Ottobre 2011 XXX Domenica del Tempo Ordinario
  • 27 Novembre 2011 I Domenica d’Avvento
  • 25 Dicembre 2011 Natale del Signore
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Le “novità” di Mac OS X Lion

26 ottobre 2010 Nessun commento

Oggi ho letto questo post di pollycoke sulle novità che Steve Jobs ha illustrato in merito alla prossima versione di Mac OS X Lion.

Non sapevo neanche di questo evento, e sono rimasto a dir poco sorpreso dalle “novità” illustrate da Apple, e che prontamente la stampa ha declamato – in preda ad un’ipnosi collettiva – come qualcosa di innovativo, di mai visto prima. Di cose mai viste prime sicuramente si tratta, ma ahimè solo per chi ha avuto modo di conoscere solamente il mondo Mac.

Buona parte delle nuove funzionalità di Lion – che sarà disponibile la prossima estate – sono già disponibili (alcune da tempo) su Ubuntu. Qualche esempio? Il Mac Store ricorda casualmente l’Ubuntu Software Center, presente nella distribuzione GNU/Linux più popolare da ormai un anno; il nuovo Launchpad non è altro che il nuovo lanciatore di applicazioni dell’interfaccia per Netbook (Unity) dell’ultima versione di Ubuntu; Mission Control è qualcosa di simile a GNOME Shell già visto in GNOME 3 (ancora in sviluppo) e comunque già visibile nel già citato Unity; FaceTime non è altro che videochiamare con una Webcam (altro che novità). Senza considerare che Launchpad è un marchio già usato da almeno un paio d’anni da Canonical – la società che sponsorizza Ubuntu – come piattaforma online di sviluppo collaborativo.

Se Apple utilizza idee provenienti dal mondo Free Software vuole dire che tali idee sono buone, anche per il mondo commerciale. La cosa che mi irrita è come queste per molti siano novità. Guardatevi in giro: non ci sarà bisogno di pagare fantastiliardi per avere tutto quello sul vostro computer, lo potete già avere al prezzo di un CD.

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Microsoft cede a WordPress (!)

2 ottobre 2010 1 commento

In seguito alla annunciata chiusura di Windows Live Spaces, comunico che ho deciso di eliminare il mio Windows Live Spaces, che scompare anche dai miei contatti.

Una decisione non molto dolorosa da parte mia: tanto non lo usavo (era semplicemente un rimando a questo blog, sia attraverso l’unico post presente, sia attraverso i feed RSS del mio Blog e dei miei album su Picasa Web (che presto conto di importare qui). Probabilmente l’unico contenuto “inedito” era una semplice raccolta degli ultimi libri letti.

Probabilmente sarà meno dolorosa per quanto riguarda Microsoft: non penso che il servizio Live Spaces abbia sfondato – come ad esempio ha fatto il protocollo di chat MSN, tanto per fare paragoni interni – tuttavia penso che chiudere un servizio sia un dispiacere per chiunque, specie qui nel web dove alcuni servizi – anche se inusati – sembrano quasi eterni.

La notizia che invece mi lascia sorpreso è che gli account verranno (come scelta di default) trasferiti armi e bagagli su WordPress.com, il portale di blog del gruppo che sviluppa il CMS Open Source per Blog più diffuso del web, e che utilizzo anche qui per il Bloginex101. Che Microsoft cominci a rendersi conto della validità dei prodotti a codice aperto? ;)

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Ginexport

28 settembre 2010 Nessun commento

Per la serie “A volte ritornano…”, dopo anni di oblìo ecco che ritorna il Ginexport! La rubrica periodica dedicata allo sport che il sottoscritto segue potrebbe tornare ad occupare le pagine di questo Blog che – se pur arrancando – tenta di sopravvivere ai social network :)

Formula 1 – GP Singapore
Sono sempre più contento delle gare senza rifornimenti, che finalmente rendono le corse serrate e piene di suspance. E quella di Singapore lo è stata senz’altro: vedere i primi (Fernandel e Vitell) inseguirsi con divari massimi di 3-4 secondi e giungere al traguardo con solo i tre decimi di gap rende il Gran Premio finalmente guardabile, con la giusta tensione dal primo all’ultimo giro. Poi per lo spettacolo ci pensano gli altri nelle retrovie: Nason Kubrik, per esempio, nel finale fa un sorpasso dietro l’altro per recuperare il terreno perso a causa di una foratura (ok, era avvantaggiato perché lui aveva gomme fresche mentre gli altri erano alla fine, però vuoi mettere che divertimento?), Sochmacher arranca e si fa superare più volte (ormai sembra un gioco al massacro, lo inquadrano solo quando si fa infilare, poverino). Poi ci sono i nuovi arrivi (Nicoletto), le lotte intestinee (vedi McLaren e Red Bull, in Ferrari Fernandel e Filippino sono culo e camicia, vedete poi voi a chi associare il culo e a chi la camicia). Tornando alla corsa, va annotata la sfortuna che si è abbattuta su Ominobianco, che si ritira per incidente per la seconda gara consecutiva, mentre Bottone – che vince il premio “Tassinaro del giorno” – continua a mettere punti in cascina. Lo stesso vale anche per Filippino, che però doveva rimontare dall’ultimo posto: una volta raggiunto il trenino di metà classifica (quello che i due indemoniati di testa hanno raggiunto all’ultimo giro, dando vita ad un finale thrilling) ha deciso di rimanere dietro alla coda (manco fosse l’esodo di ferragosto). La motivazione più probabile potrebbe essere quella di risparmiare il motore per le prossime gare di fine campionato, visto che già qui utilizzava un’unità supplementare che lo ha penalizzato di 10 posizioni in griglia (sai che roba, tanto le qualifiche manco le ha fatte). Problema, quello dei motori, che dovrà affrontare anche Fernandel visto che li ha già finiti e sta usando a rotazione quelli che gli sono rimasti. La Ferrari sta andando molto bene, ma i problemi di inizio stagione presto si rifaranno vivi proprio con i limiti sui propulsori, per cui c’è poco da fare gli sboroni e molto da meditare.

Calcio – Serie A – 5° Giornata
Catania – Bologna 1-1
Roma – Inter 1-0

Calcio – 2^ Categoria Girone L – 2° Giornata
Valsanterno 2009 – Juvenilia 2-1

Hattrick – Serie IX.344 – 7° Giornata
Teloncino FC – Mar Cellona 3-6

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