Ebbene sì: io e Beatrice abbiamo vinto i Campionati Regionali della FIDS nel Boogie Woogie – Classe C1 (Amatori) – Categoria 19/34 anni!!!
E’ stata una giornata veramente speciale, con tante (forse troppe) emozioni, come non vivevo da anni. In un solo colpo si sono realizzati molti dei miei sogni della prima parte della mia vita, e posso dire che con questo successo forse si è proprio chiuso un tomo della mia esistenza e si è aperta invece la copertina di un nuovo volume tutto da scrivere. Ma, per dare un po’ di ordine al tutto, è meglio partire dai fatti.
Sabato mattina mi sarei dovuto svegliare presto per tentare di studiare almeno un po’. Sapevo già che sarebbe stato impossibile: la sveglia suona alle 8:30, si trascina fino alle 9:00 (dopo ripetute pressioni del pulsante di snooze), finché non mi alzo alle 10:00. La colazione l’avevo già fatta attorno all’1:00 con i miei amici al Dolce&Salato, per cui sono passato direttamente al pranzo. Nel frattempo un’occhiata come sempre al Web: la posta, aggiornamenti degli stati personali di Facebook e Pidgin e relax totale. Pranzo alle 12:30, riordino zainetto (con scarpe da ballo Freddy lucidate, asciugamano di emergenza, bottiglietta d’acqua ecc.) e partenza alle 14:00 con la Volkswagen Jetta di babbo munita di navigatore. Passo a prendere Beatrice e poi via diretti a Budrio (BO), dove al Palazzetto dello Sport alle 15:00 c’era il ritrovo con tutta la squadra del Club The Stars. Ci vengono forniti i nostri nuovi tesserini federali per poter essere ammessi alle gare e per poter ritirare il numero di gara, che si palesa essere il 42: un ingegnere “figlio” del Prof. Massimo Ferri capisce da subito che il fato è con lui (il perché lo trovi qui). Ci andiamo a cambiare: in realtà il nostro “cambiarci” si limitava a cambiare le scarpe, in quanto eravamo già vestiti in tenuta da gara, ovvero maglietta tinta unita e jeans (non avendo obblighi per quanto riguarda l’abito da gara, ci siamo vestiti come per i corsi). Nell’attesa, qualche aggiustatina al look (sono stato ingellato e laccato, per me alquanto insolito, anche perché il mio look solitamente lascia parecchio a desiderare), tante chiacchiere e, nell’immediato avvicinarsi del nostro turno, un po’ di riscaldamento. Fra i nostri compagni di squadra amatori, saremo stati gli unici a scontrarci contro una coppia di un’altra scuola: la prima preoccupazione – oltre a prepararsi adeguatamente – è stata quindi cercare di capire chi fossero i nostri avversari fra quelli che si stavano riscaldando. Poi arriva il momento della gara (il più breve della giornata): la nostra categoria avrebbe aperto le danze del Boogie Woogie, dopo di noi gli Amatori 35/55 e over 55 (tutti del Club The Stars), poi gli Agonisti. Un po’ di emozione quando siamo entrati in pista per i nostri 90” di gara. Il brano è stato non troppo veloce, e io ho cercato di fare il meglio possibile: evitare cose troppo difficili per sbagliare di meno, cercare di non allontanarci troppo (un nostro terribile difetto) e guardare in faccia la giuria (tanto abbiamo ballato senza occhiali, così non vedevamo pubblico e quant’altro). In quel momento – come tutte le volte che ballo – per me ci sono solo io, Beatrice e la musica; tutto il resto si spegne. Come scrivevo alla fine dello scorso anno, ballare [...] ti fa rimanere a metà fra la terra e il cielo, come una magia che si spegne quando la musica finisce: infatti quando la musica è sfumata tutto è tornato al proprio posto, il saluto alla giuria e poi siamo usciti, ricevendo cinque e pacche sulle spalle, e le prime impressioni tutte positive. Anche a me, in effetti, mi sembrava che tutto fosse andato per il meglio. Un amico mi ha detto: “nei primi 30 secondi sembravi un po’ teso, poi ci hai dato dentro!”; in effetti nella prima parte ero concentrato sul non sbagliare e cercare di capire il livello degli altri, poi ho solo badato a ballare fino in fondo al brano. Smaltita la tensione ho cercato di fare il tifo per gli altri nostri compagni di squadra, che si sono comportati tutti molto bene, anche i ragazzini che – come me – erano alla prima esperienza di gara, anche se per gli Agonisti la gara non è proprio come la nostra!
Dopo qualche ora di attesa (nel frattempo hanno ballato le danze argentine e le combinate caraibiche) arriva il momento dei verdetti. Quando è venuto il momento della nostra categoria, potrei dire che la tensione è andata a mille: penso che neanche durante la proclamazione alla mia Laurea Triennale mi sia sentito così teso. Quando lo speaker ha annunciato la coppia che era arrivata al secondo posto, e non eravamo noi, io e Beatrice ci siamo guardati: non c’è stato bisogno di parlarsi, le nostre facce parlavano da sole e trasmettevano tutta la nostra gioia. Poi quando sullo schermo sono comparsi i nostri nomi sotto la scritta “Campioni Regionali” siamo corsi sul podio: strette di mano e premiazione (con attestati e coppa). Poi grande gioia alla premiazione di tutti gli altri nostri compagni. Alla fine il Club The Stars si è fatta sfuggire una sola categoria (la Classe B 12/15 anni, ottennendo comunque un buonissimo 2° posto), vincendo in tutte le altre categorie e classi del Boogie Woogie (qui il consuntivo finale). Una foto di gruppo di tutta la squadra ha chiuso la giornata di gara. Ritorno a casa, arrivo alle 22:30, cena veloce e poi film a casa di Mary con gli amici, che mi sono per buona parte dormito.
Fin qui la cronaca, comunque già piena di particolari personali. D’altronde è difficile lasciare separati cronaca ed emozioni nella prima vera gara della mia vita. Come dicevo, penso che con questa giornata si sia chiusa una fase della mia esistenza: una fase in cui continuavo a cercare una affermazione personale che non fosse il superamento di un anno scolastico, di un esame universitario o di qualsivoglia traguardo professionale. Penso che chi mi conosce, fin dall’infanzia, abbia sempre visto nel sottoscritto una sottospecie di secchione prima e di nerd poi, con tutti gli annessi e connessi del caso. Questo mi ha sempre un po’ pesato, perché non mi sentivo affatto tutto ciò, o per lo meno era solo un lato di me stesso che inevitabilmente a scuola appariva molto evidente. Ho sempre cercato nell’attività sportiva una specie di rivincita su questa specie di etichetta, non riuscendola mai a trovare per via della mia scarsa prestanza atletica (dovuta in parte anche a problemi di salute durante l’infanzia). Furono le scuole medie a darmi un po’ di soddisfazioni: grazie agli allenamenti con il gruppo di atletica della scuola, con un po’ di fatica, mi sono fatto un po’ le ossa e ho migliorato nettamente la mia condizione, togliendomi anche qualche piccola soddisfazione a livello scolastico. Ma alla fine è il ballo (che in casa per puro divertimento facevo da sempre) che mi ha convinto, seppur all’inizio arrancassi parecchio (contrariamente a quanto si possa pensare). Un infortunio e un’operazione ad entrambi i piedi hanno interrotto un sogno che già allora poteva avverarsi, poi ho ripreso ma gli impegni scolastici non mi permettevano di intraprendere strade troppo diverse dallo studio. Per cui mi limitavo a partecipare agli spettacoli, ai corsi per rimanere in buona forma e non dimenticarmi tutto e a qualche allenamento. Poi, con l’apertura delle gare federali per gli amatori per me le cose sono cambiate; perché se l’Agonismo continuo a vederlo come un impegno ancora gravoso, almeno finché continuerò l’Università, il settore amatoriale lo percepisco come una condizione che ti concede più gradi di libertà. Una cosa a cui posso stare dietro, insomma. E questo quindi mi ha portato a questa storica (per me) giornata, in cui finalmente raccolgo un successo, dopo i tentativi sempre sfumati durante le gare semiserie de “Le Cupole” (7° nel 1998, 6° nel 2007) o quelle più tirate dei corsi (sono sempre arrivato 2° perché nella finale mi emozionavo e andavo fuori tempo). Questa volta tutto è filato alla perfezione, e non solo perché io ero più preparato fisicamente e mentalmente, ma perché al mio fianco c’è una ragazza con la quale riesco a ballare come con nessun’altra (e in 11 anni ho ballato con diverse ragazze). Sarà che ormai balliamo insieme da 5 anni, ma con Beatrice mi sono subito trovato a mio agio fin dalla prima volta che ho ballato con lei al corso base. Oltre al fatto di essere bravissima, ha uno stile penso molto simile al mio; inoltre quando balliamo all’altro capo del mio braccio non sento affatto un braccio che mi tira o all’opposto – come direbbe Sauro – un “budino”, ma esattamente un altro me stesso, una forza esattamente eguale e contraria a quella che imprimo io (oops, deformazione professionale, ma ballo e Robotica sono molto più legate di quanto si pensi). E quando dico ciò non ci sono messaggi nascosti: è solo questione di percezioni sensoriali, che penso che in queste occasioni contino parecchio. Spero solo che sia lo stesso anche per lei
In ogni caso devo dire che mi sento finalmente realizzato. Ma non mi sento affatto arrivato: questa vittoria mi ha fatto venire una certa fame per la quale il cibo non serve. Perché una giornata così io la voglio vivere ancora …
Update 08/04/2009 01:36 CEST
- Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Elenco iscritti
- Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Time Table del 7 marzo 2009
- Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Skating (i punteggi del Boogie Woogie si trovano da pagina 85 a pagina 91)
- Campionati Regionali FIDS Emilia Romagna: Classifiche finali
Immagini e articoli di giornale inerenti ai Campionati Regionali FIDS dell'Emilia-Romagna svoltisi a Budrio (BO) il 07-08/03/2009
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